Skip to content

Villa Duca Roberto Ferretti
di Castelferretto

Anno di fondazione XVII secolo

Villa Ferretti di Castelferretto – Dove morì il generale Georges de la Vallée de Rarecourt marchese de Pimodan.

La parte più antica di Villa Ferretti era il casino di caccia della famiglia. Sciava sindaco di Castelfidardo il 18 settembre 1860.

Costruita nella seconda metà del Settecento inglobando un antico manufatto, la sua posizione sulla collina della Selva di Castelfidardo gli dà un fascino molto particolare, per le sue settecentesche caratteristiche architettoniche e per l’ampio bosco preistorico che la circonda ricco di biodiversità e piante secolari.
La villa ha anche un’importanza storica perché si trova in un luogo ritenuto strategico per la battaglia di Castelfidardo, venne utilizzata come quartiere generale del comandante piemontese generale Enrico Cialdini e per l’ospedale da campo. 

Immagine Altidona

In essa venne trasportato nel tentativo di curarlo dalle numerose ferite il generale pontificio Georges de Pimodan che purtroppo vi morì in tarda serata.
A memore ricordo la villa fu acquistata dalla famiglia del generale, poi rivenduta nel 1953 al Duca Roberto Ferretti di Castelferretto (1923 – 2005) che la restaurò e ampliò con lo stesso stile architettonico originale. Oggi la villa ed il bosco sono tutelate da leggi regionali e nazionali.
La gestione di questo inestimabile patrimonio culturale ed ambientale è assicurata dalla Ferretti Art Establishment e dalla Fondazione Duca Roberto Ferretti di Castelferretto.

Collezione museale di Villa
Duca Roberto Ferretti di Castelferretto

Dove morì il generale Georges de la Vallée de Rarecourt marchese de Pimodan.

La parte più antica di Villa Ferretti era il casino di caccia della famiglia. Sciava sindaco di Castelfidardo il 18 settembre 1860. Costruita nella seconda metà del Settecento inglobando un antico manufatto, la sua posizione sulla collina della Selva di Castelfidardo gli dà un fascino molto particolare, per le sue settecentesche caratteristiche architettoniche e per l’ampio bosco preistorico che la circonda ricco di biodiversità e piante secolari. Grande collezionista d’arte italiana, il Duca Roberto Ferretti di Castelferretto ha riunito un bell’insieme di opere legate alla storia della sua famiglia e all’arte nelle Marche. 

Immagine Altidona

I pezzi più interessanti sono stati allestiti in una galleria privata, aperta al pubblico d’estate su prenotazione. Insistendo sull’aspetto proprio Marchigiano della collezione, “circa sessanta opere, mobili e documenti” è articolata su tre temi. Una sala è organizzata intorno al ricordo della famiglia e del palazzo Ferretti di Ancona (mobili, marmi e disegni…), oggi Museo archeologico nazionale delle Marche. 

Poi una sala evoca il primato della Chiesa e mostra alcuni pezzi d’arte importanti legati all’arte sacra. Nella terza sala si possono ammirare le opere d’arte, anche popolare, tipicamente marchigiane (quadri, mobili, dipinti, presepio…). Si può visitare anche la cappella della villa, con le lapidi che ricordano la morte del generale de Pimodan.

In un’ora circa di visita alla collezione, si ha l’occasione di scoprire a grandi linee le particolarità della storia e dell’arte nelle Marche