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Museo diffuso del Risorgimento - Sale espostive

Il museo diffuso del Risorgimento di Castelfidardo è stato istituito per ricordare la battaglia del 18 settembre 1860 che si è svolta a Castelfidardo tra l’ Esercito sardo-piemontese e l’ Esercito Pontificio. 

Il museo comprende tre strutture, le sale espositive nel Palazzo Mordini in via G. Mazzini 5, con pannelli didattici e bacheche. Le sale espositive del palazzo Mordini sono state realizzate dall’Associazione Italia Nostra, è stato inaugurato nel 1989 grazie all’interessamento del Comune ed alla collaborazione del dott. Massimo Coltrinari, socio dell’Istituto di Storia del Risorgimento. 

Il materiale documentario ed i cimeli sono stati ordinati a ricordo della battaglia del 18 settembre 1860, combattuta e vinta a Castelfidardo dall’esercito piemontese guidato dal generale Cialdini, contro l’esercito pontificio agli ordini del generale de Lamoricière. 

La vittoria fu uno dei fatti militari più importanti di tutto il Risorgimento, ed ebbe così ampi risvolti politici da consentire l’annessione delle Marche e dell’Umbria all’Italia.

Le sale espositive con annessa biblioteca storica sono situate nello storico palazzo Ciriaco Mordini, e offrono al visitatore le vicende sullo storico scontro tra gli eserciti Sardo-piemontese e Pontificio oltre ad uno spaccato della società marchigiana nel Risorgimento.

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Il percorso didattico è costituito da pannelli descrittivi che evidenziano i personaggi più importanti della campagna dell’Umbria e delle Marche, le vicende militari e sociali che portarono alla celebre battaglia del 18 settembre 1860 e da grandi carte geopolitiche che illustrano le fasi dell’unione dei territori italici prima e dopo il combattimento di Castelfidardo.

Alla Battaglia, punto centrale del museo, sono dedicati molti pannelli con una minuziosa descrizione dello scontro dalle ore 08,00 alle ore 14,00.

Le numerose armi da fuoco e bianche, donate da collezionisti e quelle raccolte sul campo di battaglia, illustrano la tecnologia bellica dell’epoca.

Tra la numerosa oggettistica, di rilievo l’ampolla di Pio IX, la medaglia “Pro Petri Sede” detta di Castelfidardo e la tromba del XXVI battaglione Bersaglieri Castelfidardo, nella cui sala del comandante (ricostruita all’interno del museo) fa bella presenza anche la storica bandiera dell’eroico Battaglione.

Completano la collezione, vetrinette con le uniformi dei militari piemontesi e pontifici, alcune ricostruzioni in miniatura del combattimento, una nutrita esposizione di documenti, medaglie, dipinti, fotografie e statue in bronzo.

Nel museo vi è anche una copia della medaglia di Castelfidardo fu una medaglia concessa dallo Stato Pontificio a tutte le truppe che parteciparono allo scontro di Castelfidardo contro l’esercito del Regno di Sardegna.

La medaglia fu istituita con breve pontificio nel 12 novembre 1860 di papa Pio IX il quale, su consiglio del maestro d’armi, Francesco Saverio de Mérode, fece coniare questa medaglia per premiare i soldati che si fossero battuti in suo nome contro l’esercito piemontese durante l’invasione dello Stato pontificio del 1860.

Gli insigniti della medaglia, da regolamento, ottenevano anche degli specifici privilegi morali e materiali: l’insignito era dichiarato benemerito della Chiesa cattolica per aver contribuito alla salvezza ed all’integrità dello Stato della Chiesa e del Papa, oltre a ricevere l’abbuono di un anno di servizio per la pensione.

La medaglia di Castelfidardo

Anno di fondazione: 1860

La medaglia di Castelfidardo fu una medaglia concessa dallo Stato Pontificio a tutte le truppe che parteciparono allo scontro di Castelfidardo contro l’esercito del Regno di Sardegna.

La medaglia fu istituita con breve pontificio nel 12 novembre 1860 di papa Pio IX il quale, su consiglio del maestro d’armi, Francesco Saverio de Mérode, fece coniare questa medaglia per premiare i soldati che si fossero battuti in suo nome contro l’esercito piemontese durante l’invasione dello Stato pontificio del 1860.

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Gli insigniti della medaglia, da regolamento, ottenevano anche degli specifici privilegi morali e materiali: l’insignito era dichiarato benemerito della Chiesa cattolica per aver contribuito alla salvezza ed all’integrità dello Stato della Chiesa e del Papa, oltre a ricevere l’abbuono di un anno di servizio per la pensione.

Una interessante curiosità è che nel 1860 alcuni soldati irlandesi parteciparono alla battaglia di Castelfidardo per l’Unità d’Italia. 

Al termine del conflitto, i soldati più valorosi furono insigniti da papa Pio IX di una medaglia creata per l’occasione con una croce rovesciata, simbolo dei martiri pontifici che avevano perso la vita a Castelfidardo.

Uno di loro, Myles Walter Keogh, tornato in patria, ripartì per combattere la guerra civile americana e proprio nelle Americhe morì in un agguato degli indiani a Custer’s Point. Fu dalle spoglie di quell’uomo che Toro Seduto strappò la medaglia, commosso dal valore dei soldati.

Se la portò addosso per tutta la vita considerandola un amuleto magico. Fu ritrovata solo nel 1890 quando vennero riesumate le sue spoglie: aveva avuto con sé un pezzo di Castelfidardo fino alla morte.