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Mostra Mario Binci

Fondazione anno: 2009

E’ stata allestita nelle sale della Civica Scuola di Musica “P.Soprani” nel Palazzo Mordini la “Mostra permanente sulla attività artistica del cantante lirico Mario Binci”.

Uno splendido gioiello di memoria visiva con manifesti, articoli di giornali, fotografie ed altro e musicale con dischi, repertori e ascolto di grande opere.

Mario Binci è nato a Castelfidardo il 28 settembre 1914. Nel 1932, in una trattoria di Aspio Terme. era un ragazzo di una quindicina d’anni apprendista nell’arte di costruire fisarmoniche che cantava, così alla brava, alcune canzoni.

Una voce ancora grezza, appena educata da quell’appassionato musicale che era don Paolo Pigini, ma di puro squillante metallo. Venne “scoperto” da Gaspare Nicosia, che lo invitò a frequentare i corsi dell’Istituto Musicale Pergolesi di Ancona coadiuvato dalla prof. Itala Albanesi.

Nel 1937, Mario concorre ad una borsa di studio per la scuola di canto alla Accademia S. Cecilia di Roma e la vince: primo su 97 concorrenti. Si trasferisce a Roma ed incomincia a formarsi sotto la scuola di Edvige Ghibaudo.

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Prima del suo debutto ufficiale che avverrà nel 1943 alla Fenice di Venezia con l’opera di Strauss “Il cavaliere della rosa”, Mario ha un approccio fragoroso con uno dei grossi calibri della lirica italiana. Il 28 dicembre 1940, presso l’Auditorium del Conservatorio S. Cecilia ed in occasione del cinquantenario di “Cavalleria rusticana”, Mario Binci viene diretto da Pietro Mascagni nella celebre romanza “Addio alla madre”.
Nel 1947 è il primo tenore della Scala. I suoi successi varcano il confine. Eccolo al Coven Garden di Londra con “Cavalleria Rusticana”. “Bohème” e “Pagliacci”, a Valencia (1947) a San Sebastian con “Rigoletto”, “Manon” e “Pescatore di perle” (in compagnia con Giuseppe Di Stefano).
Prima di affrontare una entusiasmante tournee in America centrale, eccolo di nuovo in Italia e precisamente al Piccolo di Trieste per affrontare una difficile opera di Charpentier diretta da Antonio Votto, la “Luisa”. 

Dopo alcune incisioni discografiche con la Columbia, il definitivo ritorno in Italia (1950).

Anno 1952, grande stagione lirica alle Terme di Caracalla (12 recite): Rodolfo in “Tosca”, Pinkerton in “Madama”, Orazio in “Orazi e Curiazi” di Porrino.

Sempre nel 1952, in occasione del 50o Mascagnano viene diretto da Gianandrea Gavazzeni al Goldoni di Livorno nella “Parisina” di Pietro Mascagni.

La breve ma intensissima carriera di Mario Binci sta volgendo al termine.

Dopo un ritorno nelle Marche con una “Tosca” all’Arena di Porto Recanati, nel 1955 è riscritturato dal Teatro dell’Opera di Roma per alcune recite di “Madama Butterfly”.

Gli anni successivi vedono il fidardense Binci impegnato in numerosi concerti, in una esperienza cinematografica (Verità difficile di Videi) ed al ritorno all’opera con una “Bohème” al Teatro di Tripoli, ad un battesimo Rai per una nuova opera (“La fiera delle meraviglie” di Trasatti), per concludere la sua carriera operistica al Bellini di Catania con “Edipo re” di Igor Stravinsky e diretto da Angelo Musco”.

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