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Monumento nazionale delle Marche
“Ai Vittoriosi”

Anno di fondazione: dal 1912 Il complesso monumentale, realizzato in bronzo fuso a cera persa, alto circa 6 metri e lungo 12 poggia ed esce da una montagna di 160 mq con massi di travertino bianco di Ascoli. L’opera muraria nella quale è incastonato parte del monumento è del maestro Giordani di Castelfidardo. All’interno del monumento è stata costruita una splendida cappella, tutta decorata a nodi di Savoia. Di stile antichissimo, assiro, è in pietra d’Istria levigata. A metà del lato principale del fregio e della cornice, che gira tutto intorno, vi è una grande targa sormontata dall’ara accesa, il cui fuoco patriottico irradia da per tutto. L’ara porta una sola fatidica data: 18 settembre 1860.
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Con questa opera Vito Pardo, oltre a dare una svolta nello stile scultoreo dell’epoca, ha voluto rappresentare il percorso sofferto dell’Unità d’Italia e del suo popolo che da massa informe e divisa diventa, attraverso, intrighi politici e religiosi, lutti e sofferenze per le guerre, una sola nazione ed un solo popolo dalle Alpi alla Sicilia sotto un’unica bandiera verde, bianca e rossa.
La collina (circa 10 ettari), venne adibita a parco naturale con la piantumazione di oltre 22.000 conifere e flora autoctona, con vialetti, fontane, panchine e scalinate. La folta vegetazione è stata curata personalmente da molte donne del posto che per annaffiare gli alberelli andavano a prendere l’acqua con secchi nelle fonti del “Cenciarello e della Concia” situate a valle della collina.
Le vie di accesso al parco monumentale sono controllate da maestose cancellate in ferro battuto chiamate “Cancellate degli Allori”, realizzate su progetto di Vito Pardo nel 1925 nelle officine del fabbro Pietro Meci di Moresco (FM).  In alto nelle colonne vi sono gli stemmi delle provincie di AN, MC, PS, AP, Castelfidardo e fascio littorio senza ascia. Mentre all’interno delle stesse vi sono gli stemmi delle province di Zara, Trieste, Trento e Fiume.


Il bozzetto originale dell’opera in grandezza naturale, limitato al solo generale Cialdini e ai primi soldati, è esposto oggi al “Museo Centrale del Risorgimento” al Vittoriano di Roma. Questo vuole evidenziare l’importanza della Battaglia di Castelfidardo per l’Unità d’Italia.
Dal 2011 grazie ad un progetto ideato dall’associazione carabinieri in congedo sez. cap. Gentile in collaborazione con l’Accademia Belle Arti d’Urbino, il gruppo monumentale è circondato dal “Parco scultoreo dei padri della patria”. Le numerose figure realizzate in bronzo poggiano su un basamento di un metro e 20 e costituiscono un percorso storico ed artistico dedicato ai protagonisti del processo di unificazione nazionale.

Cripta del gruppo bronzeo del Monumento Nazionale delle Marche

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Anno di fondazione: 1912

La cripta del Monumento nazionale delle Marche si trova nella parte posteriore della struttura, che è un vasto monumento in bronzo e travertino.

Questo spazio si estende sotto la parte più alta del monumento, che è composta da circa 160 metri quadrati di blocchi di travertino bianco di Ascoli.

La cripta è realizzata in stile assiro e ospita le decorazioni interne realizzate dai professori Giustini e Sollazzini di Firenze.

Cancellata degli Allori

Anno di fondazione: 1925

Dalla Cancellata degli Allori si accede al Monumento Nazionale delle Marche “Ai Vittoriosi”, queste maestose cancellate in ferro battuto sono state realizzate su progetto di Vito Pardo nel 1925 nelle officine del fabbro Pietro Meci di Moresco (FM). In alto nelle colonne vi sono gli stemmi delle provincie di AN, MC, PS, AP, Castelfidardo e fascio littorio senza ascia.

Mentre all’interno delle stesse vi sono gli stemmi delle province di Zara, Trieste, Trento e Fiume. Nel 2010 la cancellata fu oggetto di un minuzioso restauro in occasione del 150 anniversario della battaglia risorgimentale del 18 settembre 1860.

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