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Fonte della Concia

Questa fonte, situata nell’attuale Via Concia, il cui restauro è iniziato nel 2005 e terminato l’anno successivo con una cerimonia di inaugurazione avvenuta il 24 febbraio 2006, veniva usata per la concia delle pelli animali
Da una ricerca dello storico Renzo Bislani abbiamo tratto queste notizie sull’origine della contrada Concia con la sua fonte:
…Tra il XV e il XVI secolo la contemporanea presenza di boschi di cerri e pioppi, la forte presenza di acqua sia sorgiva che paludosa e gli allevamenti soprattutto di pecore e capre, hanno dato l’opportunità ai castellani di sviluppare un’attività a carattere familiare – la concia delle pelli – con un lavoro non specializzato e con una manodopera occupata anche in altre attività, per esempio quelle agrarie e pastorali. A causa dei forti e sgradevoli odori delle acque utilizzate per tale attività sia durante le lavorazioni che soprattutto dei liquami di scarico prodotte, per evidenti motivi igienico sanitari ed ambientali l’autorità comunale avrà sicuramente indicato un’altra zona più adatta allo scopo. 

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L’attività conciaria, seppure svolta da una minoranza della popolazione castellana, si attesta così nella contrada (appunto La Concia) tra Valleoscura, Gualdo e Montecucco, ove era presente un fosso d’acqua o fonte, in una zona esposta a settentrione e non abitabile per il freddo, l’umidità e mancanza di luce, nella strada che porta al Ponte Asciato (sostituita nella seconda metà dell’Ottocento dalla strada della stazione ferroviaria) e che si unisce a quella dell’Abadia di Osimo.

La scelta era stata opportuna per via delle acque lorde di refluo inquinanti e per il “puzzore”.

Tale attività era favorita dal grande numero di velli e manti di animali che si allevavano, dalla acqua disponibile e dalla forte quantità di materiale tannante insito nella rigogliosa vegetazione boschiva. L’avvento dei telai ed il fiorente mercato dei cotoni segna definitivamente la fine di quella attività marginale già in crisi, in quanto impianto produttivo rimasto a livello primordiale e non seguito dalla seconda fase della lavorazione e soprattutto da quella commerciale…